Pierre Hermè,Rue Bonaparte 72 Parigi - La Fucina Culinaria
93
post-template-default,single,single-post,postid-93,single-format-standard,cookies-not-set,edgt-cpt-1.0.2,ajax_fade,page_not_loaded,,homa-ver-1.9,vertical_menu_enabled, vertical_menu_left, vertical_menu_width_290, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,side_menu_slide_from_right,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive

Pierre Hermè,Rue Bonaparte 72 Parigi

Sarebbe stata la terza volta! Impossibile da sopportare.
Sarebbe stata la terza volta di un viaggio a Parigi per lavoro,punto e basta.
Niente dolci,niente macarons,niente Mora,nessuno stampo,nessuna spezia! 🙁
Anche comperare Thuries gastronomie all’edicola dell’aereoporto non sarebbe stato sufficiente a “sanare la mia voglia di zuccheri parigini”.
Ma a volte qualcuno ti aiuta,per esempio mettendo il volo per Bologna nella tarda serata ed inizii a pensare che forse puoi farcela ad interrompere il ciclo!
E così è stato!
Mercoledì scorso con il percorso studiato nel dettaglio,nomi delle vie imparate a memoria,trolley in una mano, cronometro ed ombrello nell’altra  ho preso la RER B da Villepinte fino a Notredame poi la metro viola in direzione Port d’Orleans,sono scesa a Saint Sulpice ed una volta in superficie ho deciso di prendere Rue du Vieux Colombier prima dalla parte destra, così dopo 300 passi ed una svolta a sinistra ero davanti al 72 di Rue Bonaparte da Pierre Hermè.
L’impatto che si ha entrando nel piccolo locale è quello che si prefigge di essere:una piccola gioielleria del dolce. Gli arredi tutti neri,il grande banco con il top di vetro attraverso cui guardi e scegli i dolci,le vetrinette alla parete retroilluminate ti richiamano la gioielleria appunto.
Forse perchè ne avevo già letto e sentito parlare da amiche il negozio era come me lo aspettavo,lussuoso,d’impatto, ma non da toglierti il fiato nel mio caso!
I dolci quelli,invece ,il fiato te lo tolgono!
Sono tutti perfettamente allineati lungo il banco si parte dalle torte,passando per le monoporzioni e finendo con i macarons ed i tartufi.
La glassa sulle tarte è lucidissima e talmente tirata che sembra che “stirata” con il ferro da stiro,la fragolina è posta esattamente al centro della tortina,nessun macarons osa spostarsi dal punto della piramide in cui è posto,anche quando la commessa ne prende uno con le pinze.
Ed io di fronte a tale perfezione rimango incantata!
Devo dire che avevo consultato il sito prima della partenza e molte cose,tipo le scatole natalizie,non erano ancora presenti in negozio.
Che cosa ho scelto?
Una scatola di macarons,che hanno riscosso grande successo al mio ritorno.
Macarons perfetti:croccanti fuori e morbidi,equilibrati nel gusto,guscio dolce ma non stucchevole,farcitura consistente ma scioglievole in bocca che si percepisce nel gusto specifico ma non sovrasta
Assaggiati tra le 24 e le 48 ore dopo l’acquisto,non mostravano il minimo segno di cedimento o di umidità e qui si vede la grandezza del pasticciere e chi si cimenta nei macarons sa cosa voglio dire!
Inuitle dire che tutti quelli assaggiati mi sono piaciuti,forse potendo fare il bis avrei ri-scelto il macaron alla CRÈME BRÛLÉE ed un altro di cui non ricordo più il nome che aveva il rum,cioccolato ed uvette.
Seppur di alto livello ho trovato il macaron alla liquerizia e violetta quasi insignificante (si percepiva solo la violetta,la liquerizia non è pervenuta) e quello cioccolato e tartufo di un rosso glitterato favoloso ma con il tartufo forse troppo tenue o meglio io me lo aspettavo molto più marcato dopo che la commessa mi aveva suggerito di tenerlo per ultimo in quanto “particolare”.

Poi ho scelto due monoporzione che ho fotografato e mangiato sulle scale della stazione!! ( e qui viene fuori tutta la mia anormalità!! :-D)

Le foto sono state fatte dopo diversi su e giù di scale e treni per cui parte della perfezione sopradescritta si era persa.
Comunque il dolce in alto a sinistra si chiama IVOIRE ed era costituito da una base di pasta sfoglia al caramello,una composta di frutta tipo fichi al balsamico e sopra tre dischi di cioccolato bianco farciti di una mousse al mascarpone e riso.
Dolce da 10 pieno,molto gradevole il contrasto croccante delle varie sfoglie/morbido dei ripieni,equilibrato nella componente dolce e nonostante la presenza della pasta sfoglia e del mascarpone non appariva nè grasso nè unto.
In altro a destra un classico di Hermè la tarte INFINIMENT CAFE’:guscio di pasta sablée al caffe ripieno di pasta biscotto con bagna al caffè,ganache e chantilly al caffè e sopra glassa lucida sempre al caffè.
Dolce perfetto come esecuzione,pasta croccante e scioglievole,interno morbido e vellutato,ma non mi è piaciuto per nulla,l’ho trovato pesante,quasi stucchevole e con una nota caffè che sarà anche la miscela speciale Hermè,ma a me ricordava il nescafè e dire che bevendo quattro caffè al giorno l’avevo scelta per la mia passione per la bevanda nervina!!

Avrei voluto provare anche i croissants,ma la scelta “ardua “dei macarons me li ha fatti dimenticare e me ne sono ricordata quando ero già fuori del negozio e non c’era tempo per ritornare! Sarà per la prossima volta.

Da citare anche il packaging di Hermè:scatole bianche lineari ed essenziali,minimal chic per i mignon,scatole in cartone di varie dimensioni per i macarons con  forme e disegni d’autore che cambiano a seconda delle stagioni.
Durante i miei acquisti stavano servendo un ragazzo che ha preso una scatola di macarons che si apriva a ventaglio e dentro c’erano 4 scomparti differenti,meravilgiosa!
Infine ho fotografato la borsa dove mettono i tuoi acquisti,perchè è la riproduzione in carta della versione in pelle che Hermè vende sul suo sito disegnata dalla moglie stilista.

Fine prima parte….continua con Philippe Conticina e la sua Patisserie des reves

4 Comments
  • -2 e poi saró da Hermé!! grazie della rece…se entro in negozio con la borsa (in pelle) della moglie di Hermé (Barbara Riehl) pensi mi faranno uno sconto?…io ci provo:)

    28 novembre 2012 at 14:45
  • Nell’augurare buon viaggio alle ragazze (vedi commento qui sopra…beate loro!) ti volevo dire che io il sacchtto, QUEL sacchetto l’ho tenuto per un anno in cucina, appeso, come un “santino”…che malattia 🙂 post dolcissimo e bellissimo
    un bacione
    simo

    p.s. se hai voglia di dare un occhio al nostro reportage…c’è qualòche indirizzo per il prossimo viaggio a parigi…io intamto copio il tuo post…baci
    simo

    http://lalberodellacarambola.blogspot.it/2011/01/parigi-pierre-herme-e-dolci.html

    29 novembre 2012 at 14:36
  • Che bel post e che viaggio… solo tu puoi capire le sue delizie per me sono arabo!!!
    bacio goloso Marica

    10 dicembre 2012 at 15:22
  • Di ritorno anch’io da Parigi, con ancora qualche macarons di PH nella sua scatolina (ma ancora per poco) posso solo confermare che i suoi sono i macarons più buoni che io abbia mangiato. Quello al passito e uvette (PX si chiama.. Pedro Ximenez è il vino usato) è forse quello che ho preferito in assoluto, assieme a quello al tartufo bianco e nocciooe. Avrei voluto assaggiare quelli al foi gras ma non sono riuscita a passare un’ultima volta prima di partire. In effetti quello alla violetta e liquirizia ha deluso un po anche me, ma una delusione piacevole comunque. Sono stata anche alla patisserie des reves di Philippe Conticini, posto singolare e incantevole..ho preso una tatin leggerissima, il lingotto di mele sopra al millimetro di sfoglia era davvero una poesia.. chissà quando avrò l’occasione di tornare 🙁 un augurio di buone feste e un saluto!

    22 dicembre 2012 at 14:03

Post a Comment