La treccia lievitata di MarinaB - La Fucina Culinaria
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La treccia lievitata di MarinaB

Come mi piacerebbe avere tempo per dedicarmi al lievito madre,ai poolish,alle lunghe lavorazioni.
Regolarmente sospiro sui blog di Adriano e Paoletta guardando quegli impasti,quelle mani che lavorano,cercando di ricrearmi nella testa il loro profumo,la loro sofficità.
Purtroppo posso concedermi queste preparazioni solo saltuariamente,però mi/ci piace fare colazione con una brioche morbida magari accompagnata da una marmellata rigorosamente home made.
Come coniugare questo binomio: scarsità di tempo/lievitato soffice e gustoso?
La treccia di Marina,la mia salvezza: in poche ore posso godermi appunto un lievitato soffice e gustoso!
Che  fortuna aver incontrato MarinaB nella mia vita di internauta.
Marina non solo ha una marcia in più nel gestire lieviti e farine,ma quello che più ammiro in lei è che pubblica ricette sempre pensate per chi lavora o comunque deve fare i conti con il proprio tempo.
Ricette scritte senza troppo fronzoli o lunghe descrizioni,pochi passaggi,chiari e diretti che rendono facili anche i passaggi più complessi,praticamente impossibile fallire una sua ricetta.
Grazie Marina per tutti gli attimi di bontà di cui ci fai godere attraverso le tue ricette!
Treccia lievitata (Bertelli)
ricetta e consigli riportati fedelmente dal sito di Coquinaria dove Marina li ha pubblicati
Ingredienti:
500 gr di farina 00 (oppure 400 + 100 Manitoba)
1 cubetto di lievito 25 gr.
2 tuorli
1 tuorlo per spennellare superficie
100 gr. zucchero
75 gr. burro fuso
200 ml acqua tiepida o latte
1 cucchiaino di sale fino

Procedimento:
Setacciare la farina e metterla nell’impastatrice.
Aggiungere il lievito sciolto in 100 ml di acqua tiepida,lo zucchero sciolto negli altri 100 ml di acqua tiepida, aggiungere i 2 tuorli e metà del burro fuso. Impastare.
Aggiungere il rimanente burro fuso e il sale. Impastare nuovamente. Ne risulterà un impasto piuttosto morbido.
Coprire bene e lasciare lievitare in luogo riparato oppure tutta la notte in frigo. L’impasto triplicherà.
Impastare nuovamente aggiungendo se necessario 1-2 cucchiai di farina, fare la treccia (io ne faccio due), partendo da tre rotolini e disporre su placca del forno ricoperta di carta forno e spennellare con tuorlo sbattuto.
Lasciare lievitare per un’altra ora e quindi versare nelle fessure della treccia un po’ di zucchero a filo. Infornare in forno già caldo a 180 gradi per ca. 15-20 minuti.


Punti critici:
  • Quando sciogliete il lievito (che deve essere a temperatura ambiente) state attenti che l’acqua non sia troppo calda, altrimenti lo “uccidete”!
  • Aggiungete i tuorli (temperatura ambiente) e il burro solo dopo che il lievito è ben incorporato dal resto della farina.
  • Non lavorate troppo l’impasto … altrimenti si surriscalda e “rompete” la fermentazione! Il lievito in questo caso si comporta in modo un po’ diverso rispetto al pane, perché è un impasto con parecchio grasso. Quindi quando vedete che l’impasto è “incordato” (tutti gli ingredienti sono ben amalgamati) smettete di impastare!
14 Comments
  • Questo commento è stato eliminato dall’autore.

    21 giugno 2010 at 12:15
  • L’ho fatta anch’io più volte in versione treccia singola, favolose, ecco il link

    21 giugno 2010 at 12:17
  • sembra proprio deliziosa questa treccia!
    a me con questo tempaccio almeno mi e’ tornata la voglia dei lievitati! il compito della stagione e’ comunque almeno far sopravvivere il lievito madre gentilmente concessomi al corso di Adriano e Paoletta! a proposito, ho finalmente pubblicato il post!
    buona settimana
    Shade

    21 giugno 2010 at 14:40
  • davvero bella questa traccia, e non ho dubbi su quanto sia buona!!!
    bravissima
    Pina

    21 giugno 2010 at 17:03
  • Bellissssssssima *_*

    21 giugno 2010 at 20:52
  • Che bello sentire parlare di MarinaB!
    Ho visto il titolo dal blogroll di Virginia-Spilucchino e in un secondo netto ero qui a vedere che bellissima treccia hai cucinato, complimenti!

    MarinaB, la conosco di persona. E’ stato il primo sorriso che mi ha accolto nella sua città, mentre ero in cerca di casa.
    Arrivavo da Amsterdam, con una cartina piena di punti segnati a penna e tre appuntamenti con agenti immobiliari. Lei mi ha accolta come se ci conoscessimo da una vita. Invece ci avevano messo in contatto, se non ricordo male, comuni amiche di blog/forum.
    Confermo: è una donna sempre in movimento e molto impegnata nel suo lavoro. E trova il tempo per cucinare (benissimo!) sia per lei e la sua famiglia, sia per amici e ‘foresti’ come me.

    Questa treccia non la conoscevo. La farò al più presto!

    21 giugno 2010 at 22:01
  • Ciao Rita questa treccia mi ricorda MOLTO una brioche gigante dolce che compravo dal mio fornaio in Strada Maggiore ai tempi dell’universita’… me la portavo a casa per inzupparla nel latte (o come si dice da noi tocciare!)anche quella glassa, mi sembra di sentire l’odore! Spettacolare e facile, sa’ da fare…ciao

    22 giugno 2010 at 17:39
  • Potrei mangiarmene una intera per colazione!! Prima o poi ci devo provare e mangiarmela tutta (sempre che io riesca nell’impresa).
    Sonia

    22 giugno 2010 at 18:50
  • Grazie di questa ricetta, condivido quanto hai detto nella premessa ..la provo ! 🙂 ciao

    24 giugno 2010 at 8:43
  • Che bella questa treccia!!!
    Sicuramente sarà anche buona!
    Ti seguo da tempo e ho preso molte tue ricette…spero di poterle provare presto 🙂

    25 giugno 2010 at 9:30
  • E’ vero, MArina è una garanzia… ma anche tu non scherzi ; )

    26 giugno 2010 at 5:25
  • E’ vero, Marina è una garanzia, ma anche tu non scherzi 😉

    26 giugno 2010 at 5:25
  • Ciao, mi piace il tuo blog. Ti seguo volentieri. A presto :o)

    10 marzo 2012 at 9:12

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